Perché la Riserva dello Zingaro è attualmente chiusa – aggiornamento

Pubblichiamo quanto riferito in un commento sulla pagina
Facebook del Dipartimento Ambiente – Regione Siciliana relativamente al post:
https://www.facebook.com/share/1DRvqdj1HE/?mibextid=wwXIfr  del 5 febbraio 2026

…vogliamo sottolineare, in ordine di importanza, le due questioni problematiche che, all’indomani dell’incendio del 25 luglio, hanno imposto la chiusura della riserva: il grave danno dal punto di vista naturalistico ed ecologico e il venire meno di determinate condizioni di sicurezza per i fruitori. In questo senso l’ente gestore della Riserva (Dipartimento dello Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana) ha immediatamente impegnato tutte le risorse disponibili al fine di affrontare e risolvere entrambe le problematiche. In ordine alla seconda è ragionevole supporre che entro l’estate sarà possibile avere condizioni adeguate per la mitigazione del rischio per le persone. Più difficile è potere definire la tempistica per quanto riguarda il recupero del danno ambientale, recupero che non può al momento prevedere l’ulteriore pressione antropica prodotta dalla fruizione che andrebbe ad aggiungersi ai gravissimi danni prodotti dell’incendio. In fase di recupero del danno i dati ecologici in termini resilienza della Riserva sono continuamente monitorati. Tale monitoraggio (al netto di variabili ingovernabili quali le condizioni climatiche, la resilienza di determinati ambienti soggetti a sempre più frequenti incendi, ecc.) ci permetteranno nel più breve tempo possibile di fornire una tempistica di massima per la risoluzione di questa emergenza prioritaria…

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12 agosto 2025

Riteniamo doveroso pubblicare questa comunicazione a cura della Direzione della Riserva dello Zingaro pubblicata sulla pagina Facebook della Riserva

Questo Ente Gestore della Riserva Naturale Orientata dello Zingaro e della Riserva Naturale Orientata Monte Cofano ha come compito principale la protezione del prezioso patrimonio naturale che gli è stato affidato. La fruizione deve avvenire garantendo la sicurezza dei visitatori, soprattutto considerando che le due Riserve si trovano in zone idrogeologicamente fragili classificate pericolose o molto pericolose per pericolo di rotolamenti di massi e frane, sia sui sentieri che sulle calette.
Chiudere alla fruizione dopo un incendio è una misura necessaria per diverse ragioni, legate principalmente alla sicurezza, alla tutela ambientale e alla rigenerazione dell’ecosistema. Ecco le principali:
1. Garantire la sicurezza pubblica.
2. Consentire la rigenerazione naturale.
3. Tutelate la fauna selvatica superstite.
4. Consentire le attività di monitoraggio e ripristino.
5. Prevenire danni ulteriori.

In particolare:

  • Piante bruciate e instabili possono cadere da un momento all’altro.
  • I sentieri danneggiati dal fuoco possono essere pericolosi o impraticabili.
  • La segnaletica e la tabellazione (in gran parte distrutte dal fuoco) non garantiscono una fruizione sicura e consapevole.
  • La natura ha bisogno di tempo per riprendersi senza disturbo: nelle due Riserve esistono rarissimi endemismi vegetali e calpestare il suolo può danneggiare germogli o semi appena depositati.
  • Gli animali sopravvissuti devono riorganizzarsi in un ambiente alterato: la presenza umana può essere uno stress ulteriore.
  • Dopo un incendio, molte specie sono in difficoltà, limitare l’accesso aiuta a non interferire con i loro nuovi comportamenti.
  • I predatori possono approfittare della maggiore visibilità: meno presenza umana comporta meno squilibri.
  • I tecnici forestali, i biologi e i naturalisti hanno bisogno di accedere per valutazioni ambientali e per progettare eventuali interventi di ripristino.
  • Dopo un incendio, l’ambiente è più fragile: l’erosione del suolo, ad esempio, è un pericolo serio.

Inoltre, un incendio in una Riserva naturale può avere conseguenze gravi e durature sull’ambiente. Le Riserve sono aree protette proprio perché ospitano ecosistemi delicati, biodiversità preziosa, specie uniche e paesaggi di grande valore. Un incendio può compromettere tutto questo in poche ore.

Le principali conseguenze sono:

1. Distruzione della vegetazione arborea, arbustiva ed erbacea la cui rigenerazione naturale può richiedere anche decenni o, in certi casi, non avvenire affatto;
2. Morte immediata degli animali, soprattutto quelli di piccola taglia (ricci, roditori, rettili…), e/o migrazione della fauna superstite verso ambienti meno adatti alle loro esigenze;
3. Perdita di biodiversità. Le Riserve ospitano specie protette o in via d’estinzione: un incendio può distruggere l’unico habitat adatto per alcune di esse;
4. Danni al suolo con la distruzione dello strato fertile e alla stabilità dei versanti in quanto il terreno diventa più soggetto all’erosione, soprattutto in caso di piogge, e aumenta il pericolo di crolli e frane perché le pendici non sono più coperte di vegetazione;
5. Ripercussioni a lungo termine sull’equilibrio ecologico e sugli ecosistemi
Confidiamo nella comprensione e nella solidarietà di tutti.
Sarà nostra cura comunicare la data di riapertura al pubblico per la fruizione.

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