La Riserva dello Zingaro in canoa, in una magnifica giornata di gennaio.

in canoa nello zingaro

E’ una magnifica giornata di sole di gennaio, il mare è piatto, non c’è vento. Non è raro in questo lembo della Sicilia Occidentale.  Il mio kayak è da troppo tempo fermo in garage. L’occasione è buona per rimetterlo in acqua.

Il mare della Riserva dello Zingaro ha, tra l’altro, il pregio di essere molto riparato, grazie alla presenza di un  sistema montuoso che segue tutta la costa.

Metto in mare il Kayak qualche chilometro prima della Riserva, presso l’antica tonnara del Secco, poco dopo San Vito Lo Capo, in direzione Riserva dello Zingaro.

La peculiarità di questo luogo è la comodità di avere uno scivolo per entrare in acqua agevolmente. Controllo la mia attrezzatura e … via. Pronto a pagaiare in un immenso specchio d’acqua tranquillo che si estende in tutto il Golfo di Castellammare.

in canoa nello zingaro laghetto venere
Laghetto di Venere

La mia prima meta è il laghetto di Venere, così chiamato perché piccoli faraglioni situati in cerchio formano una baia chiusa, un sorta di laghetto dalle acque sempre tranquille. Questo angolo di costa è davvero incantevole, piccola sosta e riparto.
La canoa va veloce in direzione sud, costeggiando la costa cosiddetta del Sauci.

Poco meno di un miglio e arrivo nell’area marina della Riserva dello Zingaro.
Prima tappa Cala Tonnarella dell’Uzzo.  E’ magnifico ammirarla arrivando dal mare. Lo spettacolo è completamente diverso rispetto a quando si arriva via terra.  Tra l’altro, dal mare, appare più grande e scenografica con le alte pareti di roccia a strapiombo sul mare che le fanno da sipario. Che meraviglia!

Anche qui piccola sosta, mi attende la successiva  spiaggetta Cala dell’Uzzo. E’ vicina e ci arrivo pagaiando in pochi minuti.  Anche questa ti sorprende per la sua bellezza. L’acqua è cristallina e sullo sfondo, in  tutta la sua imponenza appare all’improvviso la misteriosa grotta dell’Uzzo. Una grotta  abitata dall’uomo nel paleolitico.

Continuo a pagaiare verso Cala Marinella e poi Cala Berretta.  Il caldo sole e il cielo azzurro, mi fanno dimenticare che siamo in inverno in una qualsiasi domenica di gennaio. Non sembra vero.

Ammirare la costa, sempre varia, della riserva dello Zingaro, è un piacere per gli occhi. I gabbiani sorvolano allegri le rocce a picco sul mare. Anche loro sembrano sorpresi  per la magnifica e inaspettata giornata di sole.

Mi riposo un po’ a Cala Marinella e non posso non ammirare la gradevolezza di questa piccola cala che oggi, deserta, sembra tutta mia.

Cala Marinella in canoa
Cala Marinella

Riparto per Cala Berretta. Si trova poco dopo. Anche questa spiaggetta si presenta accogliente. Si tratta di un’insenatura molto pronunciata che ha il vantaggio di essere ben riparata.

Dopo aver pagaiato per cinque miglia, la fatica si fa sentire.  E’ il momento di tornare. Costeggiando, stavolta senza fermarmi,  raggiungo il punto di partenza.  La Tonnara del Secco.

Arrivo alla tonnara del Secco
Arrivo alla tonnara del Secco

La fatica si è fatta sentire, ma l’esperienza è stata davvero entusiasmante.
Questi luoghi  ti entrano nel cuore … alla prossima!

Biagio

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