Una notte nella Riserva dello Zingaro con il CAI di Erice

Il Cai nella Riserva dello Zingaro

È stata una notte memorabile, quasi magica…
avvolti nei silenzi della Riserva naturale dello Zingaro, con il sottofondo della risacca e sotto un splendido cielo stellato di metà novembre. Il tutto inebriato dai profumi della macchia mediterranea che dalla scogliera arrivano fino alle cime di questo angolo di paradiso della Sicilia, che è riuscito a salvarsi dalla cementificazione e dalla modernità.
Qui, il tempo sembra davvero essersi fermato. Così, in questo contesto davvero unico i soci del CAI Erice e Agroericino hanno trascorso la notte in bivacco, a seguire il primo giorno di escursione condotta nel sentiero costiero ed in quello mediano della Riserva dello Zingaro fino a pizzo Corvo. Tutti insieme, riuniti al rifugio Falco di contrada Sughero, riordinato e messo a disposizione del CAI dalla Direzione della Riserva per il pernottamento.

Rifugio Falco nella Riserva naturale dello Zingaro

Dopo avere sistemato zaini, bastoncini e sacchi a pelo nello spazio spartano, è arrivato il momento di ricaricare le energie attorno ad una bella tavolata imbandita ed illuminata dalle candele.
Una cena davvero speciale, resa sodalizio dal rito di condivisione del cibo, peraltro assai saporito dalle carni grigliate fatte cuocere magistralmente alla brace dal buon Mauro, mentre le donne del CAI hanno regalato ai commensali dolci artigianali quali crostate ed altre prelibatezze, preparate in casa e portate in spalla fino al bivacco dentro i loro zaini. E naturalmente non è mancata la grappa e prestigiosi vini di Erice per scaldarsi in una notte di metà settembre, con l’inverno che comincia a bussare alla porta anche in Sicilia.
Ma il Grecale non ha scoraggiato il gruppo CAI, tutt’altro. E tra letture d’autore profonde, meditate e commentate da Rocco Chinnici e Monica Maria Cassetti, canti alpini, la serata è trascorsa in totale armonia e profondo benessere.

Cena all’interno del rifugio

Avvolti nella natura e sperimentando la gioia dell’essenzialità. Tra l’oscurità della notte e la fioca luce delle candele che illuminavano quanto basta…come si viveva un tempo nelle nostre case rurali.
Tutto misurato ai fabbisogni dell’uomo senza eccessi e sovrastrutture tecnologiche. Un’esperienza “terapeutica” da fare una notte trascorsa in bivacco, nei sacchi a pelo, senza letti ne bagno ne’ luce elettrica né tutte i confort offerti dalla modernità, che “raccoglie appieno – per dirla con le parole di Angela Savalli, organizzatrice delle escursioni del Cai Erice – lo spirito di vivere la montagna, nella sua semplicità, autenticità e solidarietà-. Una notte carica di “emozioni memorabili”.

Il gruppo si è quindi abbandonato al riposo nelle braccia di Morfeo per qualche ora di sonno in vista dell’escursione dell’indomani. Sveglia al gruppo all’alba con un raggio arancione intrufolato dalla finestrella, e l’acqua fresca tirata a mano dal pozzo ha rinfrescato il gruppo. Dopo una robusta colazione questa volta si parte alla conquista della cima di Monte Speziale a quota 900 metri. Ed è stato il sorgere del sole che ha dato il buongiorno agli escursionisti del Cai di Erice.
L’alba vista dallo Zingaro è qualcosa di indescrivibile, con il sole che si alza dai monti del palermitano illuminando il Golfo di Castellammare e le dorsali montuose verso monte Inici, Monaco, Cofano, Sparagio ed Erice, Un momento carico di fascino, che ha dato la carica per affrontare la seconda giornata di avventuroso cammino. Questa volta nel versante di alta quota dello Zingaro.

Un’escursione, guidata da Rocco Chinnici e Mauro Bannetta, abbastanza impegnativa come grado di difficoltà (EE), che si è fatta sentire sulle gambe dei soci e simpatizzanti del CAI, che con lo zaino in spalla ed i bastoncini ai polsi hanno affrontato la risalita letteralmente “baciati” dal sole, con il gruppo accompagnati dal bel tempo fino a monte Speziale, la cima più elevata, da dove si può godere di uno dei panorami più belli dell’Agro Ericino.
Una vista che abbraccia a 360°la vetta di Inici, monte Cofano e la montagna di Erice, addentrandosi nell’entroterra trapanese. A Nord lo sguardo è tutto per il blu del mar Tirreno che si perde nella linea dell’orizzonte. Il posto ideale per respirare a pieni polmoni lasciando andare la mente…oltre ogni confine!

 

Durante l’escursione c’è stato anche un magico incontro con i cavalli selvaggi che vivono liberi nella parte più alta ed impervia della Riserva dello Zingaro.
Anche la discesa da monte Speziale è stata molto bella e carica di emozioni… “rincorsi dalla nebbia – ha raccontato la socia del Cai Vittoria Minunno – e sotto una fresca pioggerellina fino all’abbeveratoio del Monte Acci. Mauro ci ha indicato il passo del lupo e la cresta del drago scendendo… e poi lungo il canalone … seguendo il ruscello. Ci siamo fermati anche a vedere le grotte. Dopo la pioggia, lungo quel tratto è comparso l’arcobaleno che ci ha ricompensato da tutte le fatiche”. Davvero un gran bel finale. Che ha regalato forti emozioni a tutti i partecipanti. “Abbiamo condiviso un sogno – sono le parole di Roberta Zaccarini Fazio – che avevo da tanto tempo! Fare un piccolo viaggio con lo zaino in spalla nel nostro splendido territorio! È stato bellissimo ma….Mi ha lasciato il desiderio di rifarlo…”
Appuntamento, dunque, alla prossima escursione…

Testo elaborato da Mario Torrente

Si ringrazia per la Fotogallery: Roberta Zaccarini Fazio, Angela Savalli, Monica Cassetti, Vitalba Lombardo, Salvo Torregrossa, Leda Amico

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